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Tutte le STORIE DI FANTASMI... CINESI!

antoniettamasina

Aggiornamento: 22 ago 2022

Pellicola del 1987, ma che in italia uscì solo nel 1990, STORIE DI FANTASMI CINESI

Vince nel 1988 il Festival Internazionale del cinema di Oporto, e consacra come regista Ching Siu-Tung, conosciuto - col nome di Tony Ching - fino a quel momento principalmente come attore e coreografo per i film di John Woo (A better tomorrow) e Zhang Yimou (La foresta dei pugnali volanti).

Il film mescola sapientemente Commedia, Horror, Fantasy e Arti Marziali ad una delle più belle storie d'amore mai narrate: uno studente di nome Ling, giunge in un paese ai confini dell'Impero, per riscuotere le tasse e per questo non è ben visto. Trovato riparo in un tempio abbandonato, incontrera' - innamorandosene - una ragazza che si chiama Siu Sin; essa è in realtà uno spettro costretto a sedurre i viandanti per il Demone dell'Albero che la tiene prigioniera. Yin un monaco in missione contro le presenze soprannaturali del luogo, si allea proprio con Ling e Siu Sin per rompere l'incantesimo e uccidere il Demone dell'Albero, in una battaglia all'ultimo sangue in un mondo parallelo dominato da demoni e spettri.


Il film è uno spettacolo per i sensi e gli occhi... tutto è perfetto in ogni reparto, e la musica di Romeo Diaz e James Wong diventa parte integrante del cast, trasformando il dolce leit motif dell'incontro fra i 2 innamorati quasi in un un personaggio aggiuntivo tanto è potente nello scuotere le nostre emozioni.

Memorabile e tristissimo il finale, dove i 2 amanti non riescono a concedersi nemmeno un ultimo sguardo, prima di separarsi per sempre.

Gli attori son tutti in parte, ma sopra tutti spicca Leslie Cheung, che i palati più raffinati ricorderanno per la sua magistrale interpretazione in Addio mia concubina.

Cheung debutta come cantante, arrivando (non senza fatica) ad imporsi come una star internazionale a meta' degli anni '80, a soli 25 anni.

Negli anni '90 si ritira dai palchi e si trasferisce in Canada, in cerca di quella tranquillità che in Cina non riusciva a trovare essendo Omosessuale (e non potendolo dichiarare/vivere apertamente).

Nel 1990 assume la parte di un bel ragazzo cattivo e senza scrupoli, donnaiolo e narcisista, nel film di Wong Kar-wai Days of being wild. Recita successivamente in altri due film dello stesso regista, Ashes of Time del 1994, dove interpreta uno spadaccino assassino che vive ai margini del deserto, e in Happy Together del 1997, dove è narrata una complessa e difficile relazione tra due amanti gay.

Si consacra cosí anche la sua carriera nel cinema.

In precedenza già nel 1992 ottiene un ampio riconoscimento nel già citato Addio mia concubina diretto da Chen Kaige: qui recita la parte di un attore dell'opera di Pechino che raggiunge la fama con le sue performance in ruoli squisitamente femminili. Questo è stato il primo film cinese ad aver vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes.

Purtroppo tutto questo successo non bastò a curare la sua insoddisfazione e depressione, e nel 2003 si suicidò gettandosi da un grattacielo.

Il film ottenne un successo internazionale insperato e... sia il regista che il protagonista tornano in un capitolo 2 che vuole essere nei fatti un sequel, ma che si rivela purtroppo un plagio/remake mascherato malissimo.

Se nel primo film la componente romantica faceva da padrone, e la commedia era perfettamente bilanciata col resto, qui lo squilibrio è totale: seppur bravi, gli attori non creano l'alchimia necessaria per rendere credibile l'infatuazione (complice uno script raffazzonato) e la componente comedy diventa buffonesca e preponderante senza riuscire a strappare nemmeno genuine risate. Il film si sorregge e digerisce grazie al mestiere cn cui è realizzato ma purtroppo siamo lontanissimi da eguagliare l'originale seppure tende a ricalcarne tutti i passi.

Non posso non citare anche coloro che sono le colonne portanti nella saga, ossia l'attrice Joey Wong - che finalmente qui trova molto più spazio per il suo personaggio - Wu Ma che interpreta il monaco guerriero e Siu Ming-Lau che interpreta in tutti e 3 i capitoli, lo spietato demone ermafrodita.

TRAMA: lo studente Ling viene arrestato per errore, scambiato per il monaco guerriero Yin che è ricercato. Un saggio compagno di cella lo aiuta a fuggire, donandogli un amuleto che lo porterà ad essere scambiato per colui che dovrà guidare un gruppo di sgangherati ribelli ad un colpo di stato!

La satira socio-politico-religiosa è qui forse l'unico elemento vincente (il demone sotto le sembianze di Budda manipola religiosi e politici per influenzare la vita del regno) e ci sembra una storia molto familiare... inoltre nel 2019, la canzone tema (il cui titolo può essere tradotto come "A Human's Path" è stata rimossa da Apple Music in Cina, a causa della sua associazione con il massacro di piazza Tiananmen; gli utenti di Weibo avevano sottolineato che il testo era un velato riferimento al sanguinoso incidente del 1989, che vide l'esercito cinese disperdere violentemente i manifestanti disarmati degli studenti pro-democrazia che occupavano la famosa piazza, uccidendone centinaia.

Lodevole tentativo quindi, ma per il resto il film è dimenticabile, inclusi gli effetti speciali che rispetto al primo capitolo sembrano realizzati da un team di amatori.

Scoraggiati dallo scarso successo di questo film, produttori e regista sfornano subito un terzo sequel che, difatto, è nuovamente un remake plagio del primo... solo ambientato 100 anni dopo.

Tutti i fatti narrati copiano pedissequamente gli eventi del primo STORIE DI FANTASMI CINESI (inclusi i titoli di testa con il peregrinare, il temporale, la battaglia dei samurai etc) cercando stavolta di non sbagliare (e quindi deludere il pubblico), e riuscendoci in parte: pur non avvicinandosi ai fasti dell'originale questo sequel/remake rispetto al 2 è almeno discreto sotto diversi punti di vista e non lascia l'amaro in bocca.

Interessante anche lo sviluppo che qui prende il personaggio della sorella cattiva di Siu Sin.

Il cast si rinnova quasi completamente, e come protagonista abbiamo Tony Leung (considerato uno dei più famosi attori asiatici al mondo) che ha l'ingrato compito di sostituire Lelsie Cheung (col quale ha diviso le scene in HAPPY TOGETHER).

TRAMA: Dopo essere rimasto dormiente per 100 anni, il malvagio Demone dell'albero torna in vita e assoggetta alla sua volontà il fantasma della bellissima Lotus. Un Gran Sacerdote e il suo giovane discepolo Fong si recano al Tempio dell'Orchidea per scacciare il malvagio Demone, e questi invia la bella Lotus per sedurre il ragazzo. La giovane, però, si innamora di Fong e decide di ribellarsi al suo padrone.

Risulta noioso per chi ha già visto i primi due, in quanto non offre nulla di nuovo. Come nel precedente, l'adattamento italiano poteva risparmiarsi gli "hocus pocus" e "abracadabra" pronunciati dai taoisti. Il film chiude degnamente la saga, recuperando in parte i toni e la maestosità del primo, indimenticabile (ma ineguagliabile) capitolo.




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