L’età dell’Oro (horror)
- antoniettamasina
- 6 set 2019
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 mar 2022
Nonostante siano la spina dorsale di Hollywood, i film horror non sono mai stati venerati agli occhi degli studios. Ora che il genere sta conquistando non solo il botteghino (grazie al megasuccesso di IT) ma anche la critica (grazie a film come Get Out), l’horror è nuovamente una delle ultime grandi speranze in un settore in difficoltà.
Il 2017 può essere considerato il più grande successo al botteghino di sempre, per l’horror.
I Film di genere hanno raccolto oltre 733 milioni di dollari in vendite di biglietti, secondo il sito web Box Office Mojo.

Ma come son andati al botteghino i film Horror nei decenni precedenti, quelli considerati “d’oro”? Nei primi anni ’70, l’orrore si infiltra nella corrente principale in modo importante, con il successo mondiale di “The Exorcist” nel 1973, campione di incassi assoluto.
Ma a parte questo film, l’horror non ha lasciato molto altro di incisivo in quell’anno. Fu qualche tempo dopo, nel 1978 ($ 47 milioni) che “HALLOWEEN” di J. Carpenter ha dimostrato che i film slasher potevano essere una forza…seguito l’anno dopo dal successo “blockbuster” di “The Amityville Horror” ($ 86,4 milioni) e la prima incursione di successo nel fanta-horror di “Alien” ($ 80,9 milioni), un film ha catturato nuovamente il grande pubblico con un ritorno alle caratteristiche della “creatura” dell’horror classico.
Il genere slasher prende quindi il sopravvento negli anni ’80, con la creazione definitiva del personaggi di Jason in “Friday the 13th” (1980) e Freddy in “A Nightmare on Elm Street” (1984). Questi franchise hanno prodotto ondate di sangue e denaro ($ 380,6 milioni in totale per “Venerdì” e $ 370,5 milioni per “Elm Street”).

Cosa è successo quindi dopo?
Hollywood ha sempre fatto affidamento sui film Horror. In un settore che agita in un ciclo costante di mode e tendenze, l’horror è stato sicuramente la scommessa più sicura… ma fare affidamento su qualcosa non equivale a rispettarlo; l’industria ha a lungo avuto una sorta di snobismo intellettuale sui film dell’orrore, un circolo vizioso in cui le produzioni, descrivendo i film horror come “economici e facili”, si lanciano verso il basso producendo solo film horror economici e facili:
Stando a quanto ha dichiarato il regista Mike Flanagan, i cui film recenti includono Hush e il gioco di Gerald, apprendiamo che: “A meno che non fosse visto come un prodotto a basso costo che poteva generare molti profitti, non c’era molto interesse nel renderlo buono. E’ come il fast food: possiamo renderlo economico, su larga scala, e la gente lo consumerà. Non importa se si tratta di cibo scadente”.
E così fino oltre il 2000 siamo stati sommersi da inutili sequel, remake, reboot, spinoff spesso fallimentari al botteghino, se non a livello artistico… re-immaginazioni non stanno andando da nessuna parte: sono solo modello di business radicato nel sistema monetario di Hollywood, che continua a realizzare questi film, ma… l’evidenza che il pubblico li vuole davvero è alquanto dubbia.
Solo negli ultimi dieci anni, questi “prodotti” (perchè di questo parliamo, prodotti studiati a tavolino e non FILM) sono stati rapidamente superati da un’esplosione di nuovi talenti horror (spesso low budget o indipendenti): Let me in, It follows, The Witch, Under the skin, The Void per citarne alcuni… sostenuti dalla critica e (generalmente) abbracciati dal pubblico che sono finalmente affamati di buona cucina!
E’ il caso di dire: L’horror è morto, Evviva l’HORROR!
fonti: New York Times, Mojo, GQ
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